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domenica 5 giugno 2016

L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982





L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982

34 anni son  trascorsi da quel tragico martedì dell’8
giugno, quando la mano della mafia crivella con diversi  colpi di pistola il Nostro Concittadino
Vincenzo Enea.
La Giustizia ha emesso la
sua  sentenza  di condanna peraltro confermata dalla Corte
di Appello di Palermo il 19 febbraio 2015 e depositata il 17 agosto 2015.
L’attenta lettura della
sentenza fa emergere una storia “non scritta” 
che a partire dagli anni settanta è stata appannaggio della mafia e della
criminalità organizzata con la benevola compiacenza di PUBBLICI Amministratori,
una storia fatta di “violenza e prevaricazione”.
Ad oggi, c’è da chiedersi
e mi chiedo:
Cosa è cambiato dal punto
di vista culturale, negli atteggiamenti e nei comportamenti dei Cittadini di
Isola delle Femmine?
Di PIU’
Cosa è cambiato, ad oggi,
in chi è delegato a gestire la cosa pubblica nel rispetto delle regole e della
legalità?
Non è di certo con il
protagonismo e il presenzialismo  del
personaggio di turno (che è quasi sempre il medesimo personaggio) o qualche
regolamento in più  che si ristabilisce
la legalità  e il rispetto delle regole.
C’è da chiedersi se non rappresentino delle 
mosse astute, tese ad  apparire
come mere “operazioni di facciata” .
Per una vera “Rivoluzione”
oggi è importante che i Cittadino diventino i veri protagonisti che diventino i
fautori della legalità e della lotta alla mafia, I Cittadini, devono loro
scrivere la storia, raccontandosi i fatti e i misfatti di Isola delle Femmine
devono avere il coraggio di urlare a squarciagola NOI SIAMO LA STORIA.   

Pino Ciampolillo

Fatti e misfatti  ricorrenti
tra loro e concatenati:

·        
L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982

  •  IL PIANO REGOLATORE GENERALE 1977 D.A. 8
  • Norme di Attuazione D.A. 83 1977 per le
    zone B D   mentre per le zone stralciate
    D.A. 121 1983 venne  approvata la
    perimetrazione relativa alle zone C espansione residenziale attraverso le
    lottizzazioni
  •  Regolamento edilizio delibera Consiglio
    Comunale n 20 29 gennaio 1982
  • La
    decimazione della Giunta  con arresti
    dell’ 11 ottobre 1984
  •  L’incendio all’ufficio tecnico del Comune
    novembre 1979
  •  LOTTIZZAZIONI EDILIZIE a partire dal
    1985  Di Matteo Pietro e altri, Tourist
    Holliday,La Paloma, Lo  Bianco, Don
    Bosco, la Calliope ……… cementificati oltre 100 mila metri quadrati del territorio
    di Isola delle Femmine 
  •  Piani Particolareggiati  scaduti maggio 2002
  •  ADDIO PIZZO 5 2010
  • Lo scioglimento del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine nel 2012




LA SENTENZA  di Appello n 6 2015 depositata il 17 agosto
2015   

….tra la fine degli anni
settanta e l’inizio degli anni ottanta, i clan mafiosi operanti nella zona che
ricomprendeva anche ISOLA DELLE FEMMINE avevano messo le mani sulle
attività  edili del territorio, e tramite
l’uso del PRESTANOME nelle imprese mafiose nonché di TECNICI e di
AMINISTRATORI  compiacenti intendevano
sbaragliare la concorrenza di imprenditori “liberi” quali Enea Vincenzo, anche
attraverso l’uso della forza.

L’impegno dell’edilizia è
un dato che contraddistingue la Cosa Nostra dell’epoca, secondo dati verificati
in numerosi processi relativi a quel periodo e poi rielaborati in numerosi
contributi della letteratura socio-criminologica che porteranno alla
approvazione della legge Rognoni-La Torre proprio del settembre 1982.

Quel fenomeno sancisce il
passaggio dalla “mafia tradizionale” alla “nuova mafia”; e spiega l’attivismo
delle cosche sui mercati legali e non degli anni settanta, evidenziando il peso
di significative sinergie: capacità di organizzare i fattori della produzione
(capitale e lavoro), a cui si collega l’uso strumentale della forza
intimidatoria derivante dai vincoli associativi, come si evince anche
dall’esame del presente processo.

In altri termini, proprio
a partire dagli anni settanta si registra anche nei luoghi come ISOLA DELLE
FEMMINE un “salto di qualità” dell’azione di Cosa Nostra, legato
all’urbanizzazione susseguente all’abbandono delle campagne. Le cosche spostano
i loro interessi. 

Dall’economia agricola passano al settore commerciale e
industriale. I particolare intervengono nel campo dell’edilizia e dei lavori
pubblici. Si perfeziona così un nuovo modello di impresa mafiosa. Radicamento
ed espansione sono propiziate da disponibilità finanziarie elevate, che vengono
dai traffici illeciti (armi,droga, estorsioni, usura): dal ridotto costo del
lavoro, grazie all’intimidazione violenta dei lavoratori e dei sindacalisti;
dalla riduzione dei costi di corruzione e dalla creazione di barriere
all’entrata (con l’istituzione di cartelli, ad esempio nel settore dei PUBBLICI
APPALTI); dallo scoraggiamento della concorrenza con forme subdole di violenza
e prevaricazione.

Scoraggiamento della
concorrenza con  violenza e
prevaricazione  sistematica sono i dati
che emergono dalla storia imprenditoriale degli ultimi anni di Enea Vincenzo,
penalizzato dallo sconfinamento del complesso alberghiero Costa Corsara
riconducibile ad una a società come B.B.P. infiltrata in logiche mafiose
………………………………………………………………… ……………………………….

All'esito dei primi
accertamenti da parte della polizia giudiziaria, il relativo rapporto del 26
ottobre 1982 concludeva con l'evidenziare alcune particolari circostanze:

 - il clima di intimidazione diffusa attorno
alla indagine che ha portato molti testimoni ad assumere un atteggiamento
reticente;

-la convinzione che il
soggetto che avrebbe potuto rendere un contributo decisivo ai fini della
individuazione  dei responsabili
dell'omicidio Enea Vincenzo era da identificare nel figlio della vittima,
Pietro Enea, il quale in quegli anni aveva vissuto ogni giorno al fianco del
padre convivendo con lui l'esperienza lavorativa e l'hobby della pesca;

- la sensazione che il
motivo del silenzio dell'Enea Pietro fosse dettato dall'esigenza di proteggere
i suoi familiari da eventuali ritorsione nel caso in cui avesse deciso di collaborare
con le autorità competenti;



- il movente dell'omicidio
collegato ai rapporti economici 
intercorrenti  tra Enea Vincenzo e
D'Agostino Benedetto e agli interessi di costoro confliggenti con quelli di
imprenditori edili in qualche modo riconducibili al mondo del crimine
organizzato.









POMIERO,BBP SNC,BRUNO FRANCESCO,MUTOLO,RICCOBONO,MACALIZZI,NAIMO,ENEA VINCENZO,VASSALLO GIUSEPPE,COPACABANA,BADALAMENTI,SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE,ARRESTI DELA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE,PRG,PIANI PARTICOLAREGGIATI,1982,



1982, ARRESTI DELLA GIUNTA 1984 11 OTTOBRE, BADALAMENTI, BBP SNC, Bruno Francesco, COPACABANA, Enea Vincenzo, MACALIZZI, MUTOLO, NAIMO, PIANI PARTICOLAREGGIATI, pomiero, PRG, RICCOBONO, Vassallo Giuseppe,







L’omicidio Enea martedì 8 giugno 1982


domenica 9 marzo 2014

LA PASSEGGIATA ISOLANA DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA DELLA REGIONE SICILIANA

LA PASSEGGIATA ISOLANA DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA DELLA REGIONE SICILIANA



 


COMMISSIONE REGIONALE ANTIMAFIA A ISOLA DELLE... di isolapulita












 
EX SALA CONSIGLIARE PRIMA DELLO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE PER
INFILTRAZIONI MAFIOSE (NOVEMBRE 2012) 



LA PASSEGGIATA


Nella sala biblioteca del Comune di
isola delle Femmine si è svolta  nella
mattinata di giovedì 6 marzo 
un’audizione della Commissione Regionale Antimafia della Regione
Sicilia.

L’audizione  svoltasi su richiesta dei Commissari che reggono
attualmente le sorti del nostro Comune

Aveva l’intento di
???????????????????????????

DIRITO DI PARTECIPAZIONE
?????????????????????

IL PRESIDENTE MUSUMECI: “A ISOLA SONO 
SOSPESI I DIRITTI DI PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA DELLA CITTADINANZA …….”(è apparso subito  chiaro visto le persone invitate la volontà di  limitare la
partecipazione alle persone coinvolte o citate nel decreto di scioglimento o
citate nelle nelle ordinanze di custodia)

NON CI RESTA CHE APPROFITTARE DELLE
DICHIARZIONI UFFICIALI DEL PRESIDENTE MUSUMECI:  “ Noi
siamo chiamati a vigilare sulla P.A. Regionale 
e sugli Enti sottoposti, al controllo della Regione,  in relazione 
alle  infiltrazioni , ai
condizionamenti alle sollecitazioni che arrivano dall’esterno dal mondo della
criminalità organizzata della mafia 
della ilegalità in generale::::”

“Bisogna
Bonificarla…….Bisogna renderla IMPERMEABILE ad ogni tipo d condizionamento
….”

I Componenti della Commissione
Antimafia siamo certi che  conoscono  le 
“CRITICITA”  ed  i RESPONSABILI-“BUROCRATI”    ELENCATI PUNTIGLIOSAMENTE  nel decreto di scioglimento del Consiglio
Comunale.


QUELLE STESSE CRITICITA’ PER I
CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE PERMANGONO 
E CONTINUANO A BLOCCARE OGNI TIPO DI INIZIATIVA DI LEGALITA’ DELL’ENTE
COMUNALE COMMISSARIATO  Nulla SEMBRA cambiato!



IL DECRETO DI SCIOGLIMENTO DEL COMUNE
DI ISOLA DELLE FEMMINE RIVELA CHE PER LA SUA 
POSIZIONE GEOGRAFICA IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE  VICINO AL CAPOLUOGO E POSTO LUNGO LA FASCIA
COSTIERA   proprio per  QUESTO IDONEO A DIVENIRE IL FULCRO DI
INTERESSI ECONOMICI DI COSA NOSTRA, PRIMI FRA TUTTI IL RACKET DELLE ESTORSIONI
E LE SPECULAZIONI EDILIZIE.


“ACCANTO ALLA “PRESENZA” DEL CITATO
CAPO FAMIGLIA, NEL CONTESTO CRIMINALE CHE PER ANNI HA ESERCITATO LA SUA
INFLIUENZA  SUL TERRITORIO NEL QUALE
RICADE IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE EMERGONO ANCHE LE FIGURE DI “OMISSIS” “OMISSIS”  E “OMISSIS”

SONO  quegli stessi 
OMISSIS CHE SALGONO E SCENDONO LE SCALE DEL NOSTRO COMUNE!!!!!!!!!!!!! Nulla SEMBRA cambiato!


IL PRESIDENTE MUSUMECI: “Noi
riteniamo,   non si è verificato qui ma
altrove si, che assieme agli organi politici 
debbanon essere neutralizzati i 
VERTICI DELLA BUROCRAZIA.
NON HA SENSO MANDARE A CASA UN SINDACO
, UNA GIUNTA, UN CONSIGLIO COMUNALE E LASCIARE PER ESEMPIO AL PROPRIO POSTO
ALCUNI VERTICI BUROCRATICI, CHE MOLTO SPESSO CHE NON E’ IN CASO DI ISOLA ALMENO
FINO A QUESTO MOMENTO NON NE ABBIAMO NOTIZIA IN TAL SENSO,  FANNO DA CERNIERA FRA IL POTERE MALAVITOSO DA
UNA PARTE E IL POTERE POLITICO AMMINISTRATIVO DALL’ALTRO.

IL vice  PRESIDENTE FERRANDELLI: “…invece
l’infiltrazione stà proprio all’interno dell’Ufficio Tecnico che ppoi
permangono alla gestione Commissariale e permangono nonostante lo
scioglimento…”


DECRETO DI SCIOGLIMENTO DEL
CONSIGLIO COMUNALE DI ISOLA DELLE FEMMINE:  
INOLTRE, AI FINI DELLA VALUTAZIONE DI CUI ALL’ART. 143 CO.  5 
D.LGS.  267/00, SI SOTTOPONE
ALL’ATTENZIONE  LA  FIGURA 
DELL’ARCH.”OMISSIS”, RESPONSABILE 
DELL’UFFICIO  TECNICO  COMUNALE  
-SETTORE   LL.PP.   E MANUTENZIONI, GIA’ RESPONSABILE  DEL 
SETTORE  URBANISTICA  (FINO 
AL 22/3/2011).
Alcuni beni immobili
appartenenti  al  “Omissis”,  in  esecuzione  di
provvedimento emesso dal Tribunale di Palermo  -  Ufficio 
Misure  di Prevenzione, nel  2009  sono  stati 
oggetto  di  sequestro,  poiche’ riconducibili alle famiglie
mafiose “Omissis” e “Omissis” di Palermo.  Come  gia’ 
detto,  “Omissis”,  impiegata  presso   il  
II   settore “Economico-Finanziario” - 2° servizio “patrimonio -
provveditorato  - economato  -  servizi  in 
convenzione”  in  qualita’  di   applicato esecutivo,
attualmente in servizio presso la Polizia Municipale quale ausiliario del
traffico, e’ sorella dell’ex Sindaco “Omissis”  ed  e’ stata
stabilizzata in data 1° novembre 2003, quando quest’ultimo  era Sindaco di
Isola delle Femmine mentre “Omissis” era Vice Sindaco.  “Omissis”,
impiegato presso  il  I  settore  “Amministrativo” 
-  4°.  servizio “relazioni  con  il  pubblico 
-  comunicazione  pubblica  - ufficio notifiche”, e’ cognato
dell’ex Sindaco “Omissis”. Il rapporto di parentela deriva dal fatto che il
“Omissis” ha sposato  “Omissis”, sorella di “Omissis” e di “Omissis”.
Anche lui e’ stato  stabilizzato in data 1° novembre 2003 quando “Omissis”
era Sindaco e “Omissis” era Vice Sindaco.



CIO’ DETTO I CITTADINI DI
ISOLA DELLE FEMMINE DEVONO AVVALLARE QUESTO STATO DI ILLEGALITA’??????



DECRETO DI SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE
DI ISOLA DELLE FEMMINE:  PAG 71 Le
criticità (appositamente create) di funzionamento di tutti i Settori dai TRIBUTI all'URBANISTICA alla MANUTENZIONE al settore degli APPALTI :

“Alla luce 
di  tutto  quanto  esposto,  ad  avviso 
dello  scrivente, l’attivita’ svolta dalla Commissione d’indagine ha posto
in  evidenza la sussistenza presso il Comune di Isola delle 
Femmine  di  elementi soggettivi ed  oggettivi, 
sintomatici  di  un  notevole  livello  di
infiltrazione unitamente alla potesta’ di  condizionamento  da 
parte della  criminalita’  di   stampo  
mafioso,   tanto   nei   confronti dell’apparato
burocratico quanto, soprattutto, degli esponenti  della compagine
politica.
Tali elementi appaiono
concreti, univoci e  rilevanti  sia  sotto  il profilo
soggettivo - essendo presenti  collegamenti  e  parentele 
di componenti Ia Giunta ed il Consiglio nonche’ di dipendenti del Comune
•        sia sotto il profilo oggettivo -  per  i 
dimostrati  numerosissimi esempi  di’  
omissioni   e   di   illegittimita’  
nelle   procedure amministrative e nelle scelte  del 
vertice  politico,  che  si  sono rilevati 
strumentali  al   perseguimento   degli  
interessi   degli appartenenti non soltanto alla locale famiglia
mafiosa, ma anche  dei piu’ generali fini di cosa nostra operante su quel
territorio.

Se da una 
parte,  infatti,  e’  vero  che  la  mera 
sussistenza  direlazioni parentali tra esponenti del governo locale 
(assessori  e/o consiglieri comunali) oppure  tra 
dipendenti  dell’ente  e  soggetti appartenenti alla famiglia
mafiosa che ‘regge’  quel  territorio  non sono  di 
per  se’  indicativi   per  
determinare   il   verificarsi dell’intreccio fra
Amministrazione e criminalita’, che costituisce il presupposto  per 
l’adozione  del  provvedimento  di  rigore  di 
cui all’art.143 del D.L.vo n. 267/2000, dall’altra parte e’ pur vero  che
tale circostanza puo’ validamente costituire  un  ‘comodo’ 
substrato sul quale vanno a proliferare situazioni  di 
illegittimita’  che  si rivelano  strumentali 
al   conseguimento   degli  
interessi   della criminalita’ organizzata. Questo accade tanto piu’
facilmente  quanto maggiore  e’  la  presenza 
nei  punti  chiave,  e   percio’   stesso
maggiormente sensibili, dell’amministrazione  di  soggetti 
collegati piu’  o  meno  da  vicino  ad 
esponenti  della  stessa  criminalita’ organizzata.

Tale situazione e’
stata riscontrata presso il Comune di’ Isola delle Femmine dove, come e’ stato
piu’ volte evidenziato, esiste una  fitta rete di rapporti di parentela e
di cointeressenze  economiche,  anche risalenti nel tempo, tra
assessori,  consiglieri  e  dipendenti,  non soltanto tra
di  loro  ma  anche  con  gli  appartenenti 
alla  vasta famiglia dei “Omissis”, il cui patriarca e’ “Omissis”.

Sotto tale profilo,
non puo’ certo  considerarsi  casuale  la  scelta operata
dal Sindaco “Omissis” di nominare quale assessore  un  nipote
acquisito del capo mafia o quella di continuare ad affidare i settori
strategici della gestione del patrimonio comunale (l’ufficio  tecnico
nella parte dei  lavori  pubblici  e  delle 
manutenzioni)  all’arclt “Omissis”, parente di noti esponenti mafiosi di
questo capoluogo,  la cui  condotta  ‘poco 
trasparente’   ha   portato  
all’adozione   di provvedimenti, come si  e’  visto, 
che  hanno  chiaramente  favorito soggetti contigui alla
consorteria mafiosa.

La forza 
di  assoggettamento  dell’azione  amministrativa  dell’ente
locale e’ stata riscontrata, peraltro, non solo a fronte  di  “grossi
affari”  su  lavori  pubblici  di  rilevante 
importo  ma  anche   su circostanze apparentemente meno
significative, quali quelle  relative al rilascio di titoli
concessori,  alla  prestazione  di  servizi  di
manutenzione, alla gestione dei rapporti  di  locazione, 
circostanze tutte che, lette  nel  loro  complesso, 
restituiscono  il  desolante quadro di un ente pubblico 
in  balia  degli  interessi  della  parte malata 
della  comunita’  locale,  incapace  di 
assolvere  alla  sua primaria funzione di cura 
dell’interesse  pubblico  e  generale  nel
rispetto   della   legge,   focalizzato  
sul   buon   andamento    e l’imparzialita’,
in conformita’ ai principi di cui all’art. 97  della Costituzione.
 Un altro segnale particolarmente significativo  della 
condizione  di ‘soggiacenza’ dell’ente locale, rispetto alla logica
prevaricatrice e predatoria del  consesso  mafioso,  e’ 
costituito  dalla  dimostrata incapacita’ di  adottare 
una  seria  e  rigorosa  azione  tesa  alla
effettiva riscossione delle entrate comunali, figurativamente segnate ma di
fatto neglette senza un vero ed incisivo intervento per il loro recupero.

Non si ritiene, del
resto, plausibile  che  lo  stesso  Sindaco,  nel
corso di tutti gli anni in cui e’ stato coinvolto nella gestione  del
Comune di Isola delle Femmine - prima da Vice Sindaco rispetto al suo
amico-nemico “Omissis” e da otto anni da titolare dell’Ente - non  si sia
mai accorto delle modalita’ con le quali venivano aggiudicati gli appalti per
la realizzazione di’ opere pubbliche o delle  distorsioni che venivano
poste in essere in occasione del rilascio di concessioni edilizie, 
specialmente  in  un  territorio  cosi’ 
martoriato  dalla speculazione urbanistica quale quello isolano, ovvero
che  non  abbia mai posto  in  essere  alcuna 
attivita’  concreta  per  affidare  la gestione del
patrimonio e delle  finanze  comunali  a  funzionari 
di spessore, in grado di operare un efficace azione di risanamento della
disastrosa situazione delle casse comunali. Conclusivamente, ritiene 
lo  scrivente  che,  alla  luce  di  quanto
riscontrato  e  rassegnato,  sussistano  quei 
concreti,  univoci   e rilevanti elementi, di cui alI’art 143
co.1 del d.lgs. 267/2000,  che comprovano la presenza di forme di 
condizionamento  da  parte  della criminalita’ organizzata
mafiosa, tali da determinare  un’alterazione del procedimento di
formazione della volonta’ degli organi elettivi e di quelli amministrativi
e  di  compromettere  il  buon  andamento  e
l’imparzialita’ dell’Amministrazione comunale di Isola delle  Femmine ed
anche il regolare funzionamento dei servizi a essa affidati.  
In conclusione 
si constata che a distanza di 16 mesi 
dallo SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE di Isola delle Femmine per
Infiltrazioni MAFIOSE   e di
contemporaneo insediamento della COMMISSIONE STRAORDINARIA GOVERNATIVA :
Nulla SEMBRA cambiato!:
Continuano a permanere delle FORTI
criticita’ 
(COSì COME SEGNALATO NEL DECRETO) IN
TUTTI I SETTORI 
In tali settori sono
ancora operativi proprio quei”burocrati”) segnalati nella relazione
prefettizia, non solo, vengono incentivati con carichi di lavoro di
responsabilità






http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2014/03/caro-signor-sindaco-prof-gaspare.html












“ … Noi crediamo nella virtù rivoluzionaria della
cultura che dona all’uomo il suo vero potere ”.

LA COSA PIU TERRIBILE E' LA MAFIA DELL'ANTIMAFIA





......In altri termini,proprio a partire dagli anni settanta si registra anche
nei luoghi come Isola delle Femmine un “salto di qualità” dell’azione di Cosa
Nostra, legato all’urbanizzazione susseguente all’abbandono delle campagne. Le
cosche spostano i loro interessi. Dall’economia agricola passano al settore
commerciale e industriale. In particolare intervengono nel campo dell’edilizia
e dei lavori pubblici.

Ma Enea Vincenzo, dopo i reiterati atti di danneggiamento subiti, non si
piega alla richiesta di Bruno Francesco di costituire con lui una società di
fatto impegnata nell’edilizia e questo gli costerà la vita.
IN altri termini Enea Vincenzo rimane vittima dei contrasti con
“un’impresa ad infiltrazione mafiosa”, ossia la B.B.P., un soggetto economico
che instaura con il sodalizio mafioso, cappeggiato da Riccobono Rosario e da
personaggi come Bruno Francesco e Lo Piccolo Salvatore rapporti stabili di
connivenza, accettandone i servizi offerti e ricambiandoli con altri servizi ed
attività complementari.
Non a caso, nel momento del contrasto con la società B.B.P., Enea
Vincenzo subisce danneggiamenti nei cantieri e la proposta di bruno Francesco,
“uomo d’onore” vicino a Riccobono Rosario, di costituire una società di fatto
per attività nell’edilizia; e quando i fratelli D’Agostino cercano di aiutare
l’Enea Vincenzo per risolvere i problemi con la società B.B.P. si rivolgono
proprio a Riccobono Rosario referente mafioso indiscusso per risolvere certi
problemi…..
pag 56 Sentenza 864 2013 







ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE ADDIO PIZZO 5 PAG 1
CITATO A PAG  13 DECRETO SCIOGLIMENTO COMUNE DI ISOLA 











ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE ADDIO PIZZO 5  PAG 9 CITATA A PAG 14 ( SCUOLA MATERNA DI CINISI ) DEL
DECRETO DI SCIOGLIEMENTO COMUNE DI ISOLA 




"Sorelle Pomiero s.n.c. di
Pomiero Maria Grazia” licenza 13/08 illegittima?


Regione Sicilia
Dipartimento Regionale Urbanistica
Servizio II° U.O.2.1.




Prot 48676 29.7.2010
Prot Isola 11019 10 agosto 2010

OGGETTO: Comune di Isola delle
Femmine Accertamento ispettivo su segnalazione della Regione Carabinieri
Sicilia, Stazione di Isola delle Femmine riguardo il rilascio della Concessione
edilizia n. 13/08 alle  “Sorelle Pomiero s.n.c.”.
Contestazione ex art 53 L.R. n 71/78

Raccomandata A.R.


Al Responsabile del settore III°
dell’U.T.C.
I Servizio: Urbanistica ed edilizia
privata
Largo Colombo 1 del Comune di
Isola delle Femmine

Alla Signora Pomiero Maria Grazia
Legale rappresentante delle “Sorelle
Pomiero
s.n.c. di Pomiero Maria Grazia”
Via Salvatore D’Acquisto 2
Isola delle Femmine

Al Geom Impastato Giovanni
Via Falcone 84
Isola delle Femmine

e p.c. al sig Sindaco
Del Comune di
Isola delle Femmine

Al segretario Comunale di
Isola delle Femmine

Alla Regione Carabinieri Sicilia
Stazione di
Isola delle Femmine

Al Servizio 5/DRU Vigilanza
Urbanistica
Sede

A seguito della specifica richiesta
della regione Carabinieri Sicilia – Stazione di Isola delle Femmine prot n
148/1 del 16/5/2009 (assunta al prot assessoriale al n 37567 il 18/5/2009, con
D.D.G. n 770 del 21/7/2009, è stato disposto apposito intervento ispettivo
mirato all’accertamento della sussistenza o meno di profili di illegittimità
sulle procedure per il rilascio della Concessione edilizia n 13/08, che codesto
Comune ha rilasciato alla ditta “Sorelle Pomiero s.n.c. di Pomiero Maria
Grazia” per la realizzazione di 3 villette in zona “C2”, in assenza di Piano di
lottizzazione.
In Ordine a detta Concessione
edilizia, si ritiene che per la stessa sussistono i requisiti di annullamento
di cui all’articolo 53 della L.R. 71/78, in quanto dall’esame degli atti ed
elaborati acquisiti in sede ispettiva, sono stati rilevati elementi che portano
a ritenere illegittima la Concessione edilizia n. 13 del 14/5/2009, che il
dirigente responsabile pro-tempore del III° Settore dell’U.T.C. I° Servizio
Urbanistica ed edilizia privata ha rilasciato alla ditta “Sorelle Pomiero
s.n.c. di Pomiero Maria Grazia”.
In particolare si rileva che:
1)    il lotto di
terreno su cui insistono i progetti oggetto di concessione n 13/08, non
possiede le caratteristiche di lotto intercluso, entro cui potrebbero essere
rilasciate concessioni edilizie, in  quanto si, il lotto si affaccia
su pubblica via, ma nessuno degli altri due lati comprende un lotto edificato;
2)    la mancanza
di un processo di urbanizzazione già realizzato pressoché interamente.
3)    Impossibilità
dell’Amministrazione Comunale di procedere alla monetizzazione delle opere di
urbanizzazione secondarie, in considerazione che i vincoli preordinati
all’esproprio erano già decaduti (P.R.G. approvato con D.A. n. 83/1977)
A ulteriore chiarimento ed a supporto
di tali rilievi, si allega alla presente copia dell’atto ispettivo, nelle parti
salienti, che condiviso si pone a supporto delle motivazioni della presente
contestazione.
Per quanto sopra rappresentato si
formula, ai sensi e per gli effetti dell’art 53 della L.R. n 71/78, formale
contestazione sulla  legittimità della concessione edilizia n 13/08,
rilasciata alla ditta “Sorelle Pomiero s.n.c. di Pomiero Maria Grazia” e sui
conseguenti atti comunali, rilasciata dal Responsabile del Dirigente
responsabile pro-tempore del III° Settore dell’U.T.C. I° Servizio Urbanistica
edilizia privata e si ingiunge, qualora i lavori fossero iniziati, la
contestuale sospensione degli stessi.
In ordine alla presente, ai sensi e
per effetto del comma 3 dell’art 53 della L.R. n 71/78, le SS.LL. potranno
formulare e presentare proprie controdeduzioni entro il termine di 30 (trenta)
giorni dalla data di ricezione della presente.

IL dirigente dell’U.O. 2.1.
Arch N Corradino

IL Dirigente del Servizio II°
Arch E. Quirino


Verbale Commissione Edilizia 2007

PARCO URBANO?

Cosa dice la CEC!

ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE "la concessione in argomento sarebbe da ritenere illegittima" pag 38 del decreto di scioglimento del comune di Isola delle Femmine





NON E' COMPRENSIBILE, QUINDI, I MOTIVI PER CUI L'ARCH "OMISSIS" ABBIA,
IN PRIMA ISTANZA, RILASCIATA LA CONCESSIONE E, SUCESIVAMENTE,
NON ABBIA PROVVEDUTO ALLA REVOCA IN AUTOTUTELA DEL SUDDETTO
PROVVEDIMENTO, COSI' COME PROSPETTATO DALLO STESSO NELLA
COMUNICAZIONE  INOLTRATA A PROCURA DELLA REPUBBLICA E COMANDO CC DI
ISOLA DELLE FEMMINE
NON RISULTA, INFATTI CHE LA CONCESSIONE EDILIZIA IN ESAME SIA
MAI STATA REVOCATA. ( pag   41 decreto di scioglimento del consiglio comunale di Isola delle Femmine per in filtrazioni mafiose Novembre 2012 )


ISOLA DELLE FEMMINE GRAN BAR 
PIANO LEVANTE  (VIA PALERMO)




Scioglimento Consiglio Comunale Isola Delle Femmine Gran Bar Pag 50 55 del decreto di scioglimento del comune di Isola ola delle Femmine  by Pino Ciampolillo











“OMISSISIS”,
NATO A PALERMO “OMISSIS”, NIPOTE DEL CAPOFAMIGLIA “OMISSIS” (CL “OMISSISIS”)   IN QUANTO FIGLIO DEL FRATELLO MAGGIORE DI
QUESTI  “OMISSISIS”, E’ TITOLARE DEL BAR
PASTICCERIA  “OMISSISIS”, UBICATO IN
ISOLA DELLE FEMMINE IN  “OMISSISIS”, CON
SEDE LEGALE IN VIA“OMISSIS” (LUOGO DI RESIDENZA DEL TITOLARE ), LO STESSO E’
INOLTRE, FRATELLO   DELLA MOGLIE DELL’ASSESSORE COMUNALE  OMISSIS”
IL PREDETTO
ESERCIZIO COMMERCIALE RISULTA ESSERE  STATO OGGETTO DI UN AMPLIAMENTO MEDIANTE
STRUTTURA METALLICA MODULARE IN FORZA DELL’AUTORIZZAZZIONE EDILIZIA N  OMISSIS”, RILASCIATA DAL SINDACO PPRO TEMPORE
DI ISOLA DELLE FEMMINE OMISSIS”. ANCHE TALE AUTORIZZAZIONE RISULTA VIZIATA E
PUO’ ESSERE CPONSIDERATA PARTICOLARMENTE INDICATIVA DELLO STATO DI
ASSOGGETTAMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE ALLA LOCALE FAMIGLIA MAFIOSA
 (pag 55 del decreto di Scioglimento del
Consiglio Comunale di Isola delle Femmine novembre 2012) 




ISOLA DELLE FEMMINE GRAN BAR  PIANO LEVANTE  (VIA PALERMO) 



ISOLA DELLE FEMMINE GRAN BAR  PIANO LEVANTE  (VIA PALERMO) 






ISOLA DELLE FEMMINE GRAN BAR  PIANO LEVANTE  (VIA PALERMO) 









ISOLA DELLE FEMMINE GRAN BAR  PIANO LEVANTE  (VIA PALERMO) 


BRUNO,POMIERO,COPACABANA,PUGLISI,ADDIO PIZZO 5,SPALLINA,PULIZZI,DI

MAGGIO,PORTOBELLO,CUTINO,GRAN BAR,EVOLA,CINA',MORGANTINA,BADALAMENTI,ENEA,BILLECI,FINAZZO,FRANZESE,SPATARO,BBP,




ISOLA DELLE FEMMINE PD TRA MAFIA ANTIMAFIA E I QUAQUARAQUA....

venerdì 7 giugno 2013

Isola delle Femmine. Omicidio Enea, intimidazione al blogger di IsolaPulita e alla famiglia dell'imprenditore ucciso In una lettera anonima presi di mira anche i magistrati Del Bene e Ingroia










Dedicato a tutti
quelli che per convenienza, per vigliaccheria,
per  interessi .…, dicono che a
Isola delle Femmine la mafia non esiste,
OH YES!!!!!!
Dedicato a tutti
quelli che pensano che la mafia a Isola delle Femmine non esiste perché
non  “sparano
un bel colpo in testa
”  a   chiunque trovi la forza il coraggio (il
dovere civico) di parlare di denunciare,
OH YES!!!!!!


Dedicato a tutti
quelli che pensano che far prevalere la legalità combattere l’ingiustizia far
vincere il diritto fare emergere la VERITA’ sia roba da sbirri da “infami” e da “celebro leso”
OH YES!!!!!!


8 GIUGNO 1982 ASSASSINIO A ISOLA
DELLE FEMMINE DI VINCENZO ENEA



21 MAGGIO 2013 REQUISITORIA DEL P.M.
FRANCESCO DEL BENE CON LA RICHIESTA DI 30 ANNI DI CARCERE AL BOSS MAFIOSO FRANCESCO
BRUNO



22 MAGGIO 2013 IL GIUDICE MOROSINI
LEGGE LA SENTENZA DI CONDANNA A 30 ANNI PER IL BOSS BRUNO FRANCESCO PER AVER
ASSASSINATO IL COSTRUTTORE VINCENZO ENEA



23 MAGGIO 2013 21° ANNIVERSARIO DELLA
STRAGE DI ISOLA DELLE FEMMINE IN CUI MORIRONO IL GIUDICE GIOVANNI FALCONE LA
MOGLIE MORVILLO E GLI UOMINI DELLA SCORTA



8 GIUGNO  2013 31° ANNIVERSARIO DELL’UCCISIONE PER MANO
DELLA MAFIA DEL COSTRUTTORE DI ISOLA DELLE FEMMINE VINCENZO ENEA (nella messa di suffragio odierna, l'officiante  non ha ritenuto necessario esprimere,  alla famiglia e ai tantissimi onesti Cittadini di Isola delle Femmine,  parole di solidarietà  e/o  di partecipazione 
e/o di condanna per il barbaro assassinio) 


Isola delle Femmine. Omicidio Enea, intimidazione al blogger di IsolaPulita e alla famiglia dell'imprenditore ucciso In una lettera anonima presi di mira anche i magistrati Del Bene e Ingroia

“Per l’omicidio di Vincenzo Enea i giudici hanno
condannato un innocente”. E’ in sintesi il contenuto di una lunga e articolata
lettera anonima recapitata qualche giorno fa al blogger di Isola delle Femmine,
Pino Ciampolillo, promotore di numerose denunce contro l’illegalità e battaglie
ambientaliste. La missiva, spedita da Palermo, adesso è al vaglio dei
carabinieri e del magistrato Francesco Del Bene, che ha chiesto e ottenuto
qualche settimana fa dalla corte d’Assise di Palermo la condanna a 30 anni di
reclusione per Francesco Bruno, già all’ergastolo per un altro fatto di sangue,
accusato di avere fatto parte del commando che uccise l’imprenditore di Isola
delle Femmine, Vincenzo Enea. L’anonimo racconta in modo dettagliato i momenti
dell’agguato, avvenuto l’8 giugno del 1982 e punta il dito contro i giudici,
definendoli incapaci perché hanno punito anche in questo caso la persona
sbagliata. Contrariamente a quanto avviene tutt’intorno, secondo l’estensore
della lettera, a Isola delle Femmine non c’è mai stata mafia. Circostanza,
questa, che ha tenuto in vita un personaggio “indiscreto” come Pino
Ciampolillo. Non mancano, poi, offese ed epiteti pesanti all’indirizzo
dell’imprenditore ucciso e dei suoi sei figli. Rivolgendosi a Ciampolillo lo
invita, se ha coraggio, a pubblicare la lettera integralmente nel suo blog
“Isolapulita”. Una seconda missiva, scritta a mano, sarebbe stata recapitata
nella stessa giornata alla locale stazione dei carabinieri. Anche in questo
caso il contenuto è al vaglio degli inquirenti. E comunque, sarebbe simile
all’altra nota, stampata invece al computer. L’omicidio di Vincenzo Enea era
rimasto irrisolto per oltre 30 anni. Le rivelazioni di alcuni pentiti di mafia
e le deposizioni dei figli dell’imprenditore, alcuni mesi addietro, hanno
indirizzato i magistrati Del Bene e Ingroia verso Francesco Bruno, che sta
scontando l’ergastolo per l’omicidio del carinese Stefano Gallina.
7/6/2013 | 12:39
CITTADINANZA ATTIVA CONTRO LA MAFIA A ISOLA
DELLE FEMMINE
COMITATO DELLA  LEGALITA’ A ISOLA DELLE FEMMINE
COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA 






notizie correlate:





  • ISOLA DELLE FEMMINE. Omicidio Enea, condanna a 30 anni per
    Francesco Bruno

mercoledì 22 maggio 2013

Isola delle Femmine, omicidio Enea. Il Pm chiede 30 anni per Francesco Bruno


Isola delle Femmine, omicidio Enea. Il Pm chiede 30 anni per Francesco Bruno

I familiari chiedono per il padre il riconoscimento di vittima della mafia

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per Francesco Bruno, ritenuto uno degli esecutori materiali dell'omicidio dell'imprenditore di Isola delle Femmine, Francesco Enea, avvenuto l'8 giugno del 1982. Nella requisitoria di oggi, davanti al giudice della corte d'Assise di Palermo, Piergiorgio Morosini, la pubblica accusa ha ricostruito il contesto storico in cui è avvenuto l'agguato, preceduto dall'assassinio di Emanuele D'Agostino, della famiglia di Cinisi. I legali dell'imputato nella precedente udienza avevano chiesto il rito abbreviato per Bruno, che sta scontando un ergastolo. I fatti risalgono a più di 30 anni fa, Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via Palermo a Isola delle Femmine. Trenta anni dopo la Procura di Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni collaboratori di giustizia, individuando uno dei possibili esecutore del delitto. E’ emerso che Vincenzo Enea sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o comunque acquisire al suo cantiere confinante le villette che stava costruendo in Corso Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine. Un delitto rimasto avvolto nel mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingoia e il sostituto Francesco Del Bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre per paura di essere eliminati. Francesco Bruno è da tempo all’ergastolo nel carcere di massima sicurezza di Padova, per l’omicidio di Stefano Gallina boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. I legali di parte civile della famiglia Enea hanno chiesto il risarcimento di un milione di euro a testa mentre per Pietro Enea è stato chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro oltre al riconoscimento per il padre di vittima della mafia.
Palermo 23 Aprile 2013 Corte
d’Assise. Hanno chiesto il rito abbreviato i difensori del boss Francesco Bruno
  nel processo dell’omicidio dell’imprenditore
edile di Isola delle Femmine Vincenzo Enea 
nel processo che si sta svolgendo in Corte d’Assise di Palermo.
Il Giudice Pier Giorgio Morosini
ha fissato la prossima udienza al 21 maggio.
I fatti risalgono all’8 giugno del
1982 , Enea venne freddato davanti all’ingresso del Village Bungalow di Via
Palermo a Isola.
Trenta anni dopo la Procura di
Palermo ha incrociato le dichiarazioni dei figli con i verbali di alcuni
collaboratori di giustizia, individuando 
uno dei possibili esecutore del delitto.
E’ emerso che Vincenzo Enea
sarebbe stato ucciso per la sua opposizione ai progetti di espansione di
Francesco Bruno che voleva imporgli di stare insieme in una società di fatto o
comunque acquisire al suo cantiere confinante   le villette che stava costruendo in Corso
Italia, ai confini della Costa Corsara di Isola delle Femmine.
Un delitto rimasto avvolto nel
mistero fino a quando alcuni mesi fa l’ex procuratore aggiunto Antonino Ingroia
e il sostituto Francesco Del bene sono andati negli Stati Uniti dove vivono due
dei figli Pietro e Maria Teresa Enea si sono stabiliti dopo la morte del padre
per paura di essere eliminati.
Bruno Francesco già all’ergastolo,
nel carcere di massima sicurezza di Padova,  da tempo per l’omicidio di Stefano Gallina
boss di Carini ucciso il 1 ottobre 1981. Bruno per uccidere Vincenzo Enea non
avrebbe agito da solo ma finora non erano stati individuati né i killer né i
mandanti   













Il CANTIERE DELLA “DISCORDIA” A RIDOSSO DELLA COSTA CORSARA COMPRESO
NEL QUADRILATERO DI CORSO ITALIA VIA DELLE PALME CON LA via DEI PINI 
CORSO ITALIA   COSTA CORSARA COSTRUITA DALLA B.B.P. s.n.c. CHE "PRESUMIBILMENTE" INVADE L'AREA DEI CARDINALE EREDI  INSERITA NEL PROGETTO DI ENEA VINCENZO 
ENEA VINCENZO  IMPRENDITORE EDILE CHE ACQUISTA TERRENI IN PERMUTA E COSTRUISCE 
A ISOLA DELLE FEMMINE OPERANO I PIÙ  IMPORTANTI IMPRENDITORI MAFIOSI 
DOPO L'OMICIDIO DI ENEA CESSA OGNI TIPO DI "PRESSIONE E/O VESSAZIONE" NEI CONFRONTI DEGLI EREDI CARDINALE
20.05.2011 UN TESTE SENTITO IN PROCURA:  "non sono a conoscenza che la B.B.P. abbia invaso l'area degli EREDI CARDINALE"

Enea
Vincenzo si rompe il muro del silenzio sull'omicidio



Ergastolano
Siciliano l'ergastolano Bruno Francesco

Finalmente, dopo circa trenta anni e  grazie al coraggio dei propri figli si rompe il silenzio sull'omicidio di Vincenzo Enea avvenuto nell'anno 1982. Si riaprono le indagini su un omicidio che ha visto coinvolti gli stessi personaggi protagonisti del  processo "tempesta".

La speranza da parte dei figli che l'apertura delle indagini possa portare all'individuazione degli esecutori e dei mandanti del delito di chiara matrice mafiosa.

CAPACI
ISOLA BRUNO FRANCESCO VASSALLO SALVATORE
BILLECI
SALVATORE BADALAMENTI COPACABANA RICCOBONO
GIOVANNI…….
OPERAZI0NE SAN LORENZO
IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE

La
strage degli innocenti

LEGGIO
SPACCO' IN DUE COSA NOSTRA IL PENTITO NAIMO AL PROCESSO

26 Gennaio 1982 Isola delle Femmine (PA), ucciso Nicolò Piombino

L’ALTRA FACCIA DELLA
MEDAGLIA UN INTERVENTO SULLA BRUTALE AGGRESSIONE AL PROFESSORE

Intercettato
al telefono con l ’ing. Galluzzo della S.I.S.  il Sindaco di Isola delle Femmine Professore
Gaspare Portobello chiedeva posti di lavoro per i suoi concittadini di Isola
delle Femmine
http://pinociampolillo.wordpress.com/2012/04/22/intercettato-al-telefono-con-ling-galluzzo-della-s-i-s-il-sindaco-di-isola-delle-femmine-professore-gaspare-portobello-chiedeva-posti-di-lavoro-per-i-suoi-concittadini-di-isola-delle-femmine/





MICALIZZI MICHELE:
genero di Riccobono.
MUTOLO GASPARE:
elemento di spicco della famiglia di Rosario Riccobono.
RICCOBONO ROSARIO:
rappresentante di Partanna Mondello nel 1975 e dal 1978. Suo fratello Giuseppe,
a sua volta rappresentante di Partanna-Mondello, venne ucciso il 27.7.1961. Condannato
all'ergastolo. Scomparso, forse vittima di lupara bianca nel 1982. era socio
della cooperativa edilizia Liberta'. Reggeva i contatti con alcuni membri della
famiglia Santapaola a Catania.
BADALAMENTI GAETANO
(zu' Tanu)(**): capo famiglia di Cinisi dal 1962 quando succede, pacificamente,
a Cesare Manzella rappresentante in seno alla commissione. Rappresentante della
famiglia di Cinisi nel 1975, viene espulso da Cosa Nostra nel 1978 per motivi
oscuri. E' attivo nel traffico degli stupefacenti anche dopo questa data, il
22.5.84, infatti, viene colpito da mandato di cattura. Viene arrestato a Madrid
l'8.4.1984.
BADALAMENTI SILVIO:
nipote di Gaetano, assassinato il 2.6.1983.
BADALAMENTI VITO(**): di Gaetano.
Arrestato con il padre a Madrid l'8.4.84. Imputato per traffico di
stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
ALFANO PIETRO(**):
Cugino di Gaetano Badalamenti. Arrestato con Gaetano Badalamenti a Madrid
l'8.4.84. Imputato per traffico di stupefacenti, mandato di cattura 22.5.84.
D'AGOSTINO EMANUELE:
elemento di spicco della famiglia di S.Maria del Gesu'. Fedelissimo di Bontate,
scompare dopo la morte di quest'ultimo. Coinvolto nel traffico di stupefacenti.
D'AGOSTINO ROSARIO:
catturato mentre si nascondeva con Giuseppe Grado nella villa di questi a
Besano. Era il guardaspalle di quest'ultimo. Traffico di stupefacenti.
D'AGOSTINO ROSARIO:
di Ignazio e di Bonanno Caterina, Palermo ?/6/1946. Detenuto (~).
GALLINA STEFANO: membro
della famiglia di Cinisi, ucciso il 1.10.1981.


Il Giudizio abbreviato. La disciplina
ed i vantaggi.

Il
Giudizio abbreviato

E’ un rito
alternativo di celebrazione del processo rispetto al rito ordinario (ovvero al
dibattimento ove la prova è assunta avanti al Giudice in contraddittorio tra le
parti ed il Giudice nulla – o quasi nulla – conosce degli atti di indagine
contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero).
E’ un giudizio che si
celebra allo stato degli atti ovvero sulla base di quelli che sono i risultati
delle indagini preliminari della polizia e che sono confluiti nel fascicolo del
Pubblico Ministero.
Non verranno – di
norma – sentiti testimoni né dell’accusa né della difesa.
Se la difesa intende
argomentare con documenti o per iscritto dovrà farlo con un apposito deposito
nel fascicolo del PM PRIMA della richiesta di abbreviato.
Il Giudizio
abbreviato si celebra avanti al GIP (ovvero un giudice unico qualunque sia il reato
per il quale si procede) in camera di consiglio ovvero senza la presenza del
pubblico (PM, difesa e Giudice non indossano la toga; solitamente si celebra
nella stanza del Giudice).
La richiesta di
Giudizio abbreviato è un diritto dell’imputato ed è prevista per qualsiasi tipo
di reato.
Il processo in
abbreviato si celebra in Camera di Consiglio avanti al GIP una volta che
l’imputato ne ha fatto richiesta o l’ha avanzata il difensore munito di procura
speciale.
L’abbreviato – dopo
il controllo delle formalità relative alla citazione dell’imputato e del suo
difensore – si apre con la requisitoria del PM alla quale segue l’arringa del
difensore.
Può partecipare anche
la persona offesa che può costituirsi parte civile con il suo avvocato (V. per
la costituzione di parte civile in questa stessa categoria del sito).
Il Giudice – letti i
documenti del fascicolo del PM ed eventualmente quelli depositati dalla difesa
PRIMA della richiesta di abbreviato nonché ascoltati sia il PM che la difesa –
deciderà se condannare o assolvere l’imputato.
L’assoluzione è
sempre ovviamente astrattamente possibile.
In caso di condanna il rito prevede una premialità per
l’imputato: ovvero la riduzione di un terzo della pena eventualmente inflitta.
La riduzione è
“secca” ovvero non può essere né maggiore né minore di un terzo della pena che
irrogherebbe il giudice senza riduzione ed è stata pensata dal Legislatore per
indurre gli imputati ad evitare processi lunghi e costosi.
Il Giudizio
abbreviato deve essere richiesto o durante l’Udienza preliminare, oppure – se
questa manca data la natura del reato – nella fase preliminare della prima
udienza dibattimentale e, comunque, in sostanza, prima che inizi la
celebrazione del processo con il rito ordinario.
****
Il Giudizio abbreviato condizionato.
Come detto, il
Giudizio abbreviato si svolge allo stato degli atti ovvero tutti quegli atti e
documenti contenuti nel fascicolo del PM al momento della richiesta di
abbreviato (che, lo ricordiamo, può essere chiesto solo e solamente
dall’imputato ed il PM non vi si può in alcun modo opporre ed il Giudice per accogliere
la richiesta deve solo considerare la correttezza formale della domanda).
Ma non è sempre così.
La procedura penale
prevede il Giudizio abbreviato condizionato ovvero un giudizio allo stato degli
atti ma con la possibilità di assumere ex novo la prova (o le prove) indicate
dall’imputato che, difatti, “condiziona” la sua richiesta di abbreviato
all’acquisizione delle prove che lui stesso indicherà.
Il PM come non può
chiedere che si proceda con il  Giudizio abbreviato, così non può avanzare
nessuna richiesta di condizione (semmai si può opporre a quelle richieste dalla
difesa).
La richiesta delle
nuove assunzioni probatorie avanzata dalla difesa deve necessariamente essere
compatibile con la natura del Giudizio abbreviato: si dovrà trattare di prove
necessarie e che non stravolgano quella celerità e speditezza e quello “stato
degli atti” tipici del Giudizio abbreviato.
Il PM potrà addurre
prove contrarie.
In ogni caso, qualora
il compendio accusatorio (ovvero, in generale, tutti gli contenuti nel
fascicolo del PM) non sia sufficiente per il GIP per addivenire ad una decisone
(sia di condanna che di colpevolezza), il Giudice – di ufficio – potrà
provvedere ad assumere nuove prove (sia in caso di Giudizio abbreviato
“normale” che condizionato).
La Sentenza del
Giudizio abbreviato può essere impugnata in Appello come una Sentenza emessa a
seguito di celebrazione con il rito ordinario.
****
Il Giudizio
abbreviato può essere opportuno in diverse occasioni:
§                        
Nel caso di colpevolezza certa e provata già nella fase delle
indagini preliminari. Lo sconto di un terzo è sicuramente il migliore risultato
che si può ottenere in una sempre auspicabile e pragmatica ottica difensiva;
§                        
Nel caso in cui gli indizi raccolti durante le fase delle
indagini non siano tali da potersi dire superato il ragionevole dubbio circa la
colpevolezza dell’incolpato (un approfondimento dibattimentale in
contraddittorio tra le parti potrebbe colmare le lacune cristallizzate nelle
indagini);
§                        
Il coacervo accusatorio – che l’imputato conoscerà fin dal 
momento dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis
c.p.p. (V. nella categoria “cose da sapere” del sito) ovvero ben prima del
momento per la richiesta di Giudizio abbreviato – cristallizzato negli atti
delle indagini preliminari potrebbe indicare all’imputato ed al suo difensore
importati temi di prova da indagare in sede di indagini investigative difensive
(testimoni, documenti ed ogni altra circostanza di fatto e di diritto di segno
opposto rispetto a quella posta dagli investigatori alla base della pretesa
punitiva). Il quadro probatorio del PM, dunque, a seguito delle indagini o
dalle considerazioni svolte dalla difesa, potrà essere completato (e, direi, contraddetto
e minato) con tutti gli elementi raccolti dalla difesa e depositati nel
fascicolo del PM cosicché (al momento della celebrazione dell’abbreviato) il
Giudice troverà già nel fascicolo che studierà per la decisione tutti i “buchi”
della tesi accusatoria e l’illustrazione delle piste e deduzioni alternative a
sostegno dell’innocenza dell’imputato.

Pagine
correlate:

§                        
Il Giudizio abbreviato. I vantaggi.
§                        
L’udienza preliminare. Gli scopi e la disciplina.
§                        
Il Giudizio Immediato. Peculiarit� , particolarit�
e…
§                        
Il giudizio “per direttissima”
§                        
Il C.d. “patteggiamento”.
http://www.studiolegaledelalla.it/cose_da_sapere/il-giudizio-abbreviato-la-disciplina-ed-i-vantaggi/







B.B.P.,BADALAMENTI,BRUNO FRANCESCO,CATALDO, COPACABANA,D' AGOSTINO,ENEA VINCENZO,IMPASTATO,EREDI CARDINALE,LO PICCOLO,LUCIDO, MICALIZZI;MUTOLO, ONORATO FRANCESCO,ROSARIO NAIMO,ROSARIO RICCOBONO,GALLINA